CRASH TRŌADES

on Lunedì, 26 Novembre 2012 21:10

11-16 dicembre ore 21.00

Teatro Studio, via Gaetano Donizetti n.58  – Scandicci

CRASH TRŌADES da Le Troiane di Euripide

un progetto di Giancarlo Cauteruccio
con Laura Bandelloni, Irene Barbugli, Martina Belloni, Debora Daddi, Martina Lino, Hitomi Ohki, Flavia Pezzo, Elisa Prosperi, Daniela Ranzetti, Maria Elena Romanazzi
operatori della scena Lorenzo Bernini, Brando Nencini

regia Giancarlo Cauteruccio
scenografia Daniele Spisa
recitazione Fulvio Cauteruccio
drammaturgia Virginio Liberti
canto Monica Benvenuti
coreografia Patrizia De Bari
costumi Massimo Bevilacqua
luci Loris Giancola
musiche originali Marco Puccini
video Alessio Bianciardi
suono Marco Cardone

 

PROMOZIONE STUDENTI UNIVERSITARI INGRESSO A 7 EURO

http://www.compagniakrypton.it/crashtroades.html



CRASH TRŌADES è il mondo di Ecuba e delle donne troiane visto con la filigrana della sensibilità contemporanea, è la tragedia che odora di napalm e viaggia sul web, cruda come la poesia non è mai stata. Lo spettacolo inizia con la deflagrazione della catastrofe, e ha i suoni e le sciabolate luminose di un incidente in uno spazio periurbano.

Impossibile per Cauteruccio, che delle condizioni al margine ha fatto una delle prime materie poetiche del suo teatro, non contaminare il paesaggio delle rovine di Ilio con il lamento delle ambulanze, con le sonorità ctonie, al tempo stesso arcaiche e sintetiche, del drum’n bass.

E in questo sguardo, capace di unire mondi remoti, la tragedia echeggia nelle testimonianze contemporanee di altre donne che hanno avuto la forza e il coraggio di raccontare l’insensatezza di altre guerre, di altre sopraffazioni: il massacro dei Tutsi nel Rwanda narrato da Yolande Mukagasana in “Le ferite del silenzio”, e la “Cecenia” cui ha dato voce Anna Politkovskaja, pagando ogni giorno, fino alla fine, un prezzo altissimo.
Le donne sulla scena sanno tutto questo, sanno che Troia continuerà a subire assedi, in altri luoghi e in altri tempi e sotto altri nomi, e per ragioni anche più vili di un’amante rapita, sanno che le parole di Cassandra e Andromaca si ripetono e si ripeteranno.

Ecco le ragioni del titolo: il greco antico e lapidario di Trōades viene illuminata dai riflessi dei catarifrangenti organici di J.G. Ballard, da quello che resta di Crash, dell’incidente (o forse dalla co-incidenza) fertile e inquietante tra la natura umana e la sua metamorfosi, oltre le rivoluzioni postmoderne. È per questo motivo che Crash Trōades chiama in azione le tecnologie applicate al teatro con una rara consapevolezza linguistica; l’innesto tra i testi e gli attraversamenti delle immagini, delle sonorità, del canto trascinato fino a diventare rumore, perviene a una trattazione della materia tragica che supera pathos e sentimentalismi.

La metamorfosi de Le Troiane in Crash Trōades catapulta le protagoniste in una dimensione che, inondata di contingenza (i diritti umani, gli stati di schiavitù di fatto, il destino dei migranti) e sparsa dei segni lasciati da tutti i riferimenti storici e mitologici, torna a essere classica, autenticamente pertinente a ogni tempo della civiltà umana.

Crash Trōadesè il risultato del percorso formativo TU - TEATRO URBANO 

 
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