Biblioteche d'artista

La Bilbioteca dell'Accademia in un convegno alla Normale di Pisa. Il 12 luglio, ore 9.30

Cosa leggevano gli artisti tra Ottocento e Novecento? Quali volumi e riviste prediligevano per aggiornarsi? Le risposte sono contenute nell'inaspettato patrimonio di conoscenza custodito nei registri di presenza e di prestito delle biblioteche, come quelli dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, assiduamente frequentata in quel periodo dagli artisti fiorentini.

Un patrimonio che la docente e storica dell'Arte Cristina Frulli ha riportato alla luce in una ricerca che presenterà mercoledì 12 luglio alla Scuola Normale di Pisa nel convegno Biblioteche d'Artista - Sala Azzurra del Palazzo della Carovana - incontro che farà il punto sulle biblioteche istituzionali (tra le quali anche quelle di Università e Accademie italiane) e quelle private. 

La Biblioteca dell'Accademia di Belle Arti di Firenze fin dal 1807 si caratterizza per una forte vocazione didattica. Nel 1885 istituisce il prestito esterno, inizialmente riservato agli studiosi, poi esteso anche agli allievi. Nel periodo tra Ottocento e primi del Novecento era frequentata da artisti come Armando Spadoni, Ardengo Soffici, Plinio Nomellini, Giuseppe Prezzolini e un giovanissimo Modigliani, interessati prevalentemente all'aggiornamento sulle tendenze artistiche internazionali. Queste e molte altre le curiosità legate a un luogo come la Biblioteca che ha molto da raccontare su se stessa e i suoi frequentatori.

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