Incontro: mappe, recinti, territori, itinerari

Gianni Pettena in dialogo con Bernardo Giorgi. 8 giugno, ore 10.30, aula A13

 Giovedì 8 giugno Gianni Pettena e Bernardo Giorgi incontrano gli studenti alle ore 10.30 in aula A13.

Mappe, recinti, territori, itinerari Ã¨ a cura di Robert Pettena.

GIANNI PETTENA (Bolzano, 1940)

Architetto, artista, docente, critico, è tra i fondatori del movimento dell'Architettura Radicale.

Dagli anni '60 conduce, con progetti, installazioni, mostre, scritti teorici, un'attività sperimentale intesa ad eliminare i confini disciplinari. Sia nell'attività di artista che in quella accademica, si dedica spesso a indagare le connessioni tra le proposte delle generazioni più giovani e il retaggio della sperimentazione iniziata negli anni '60. Il suo lavoro, soprattutto quello del cosiddetto periodo 'americano', assume un particolare valore sia per la sua specificità all'interno della sperimentazione radicale degli anni '60 e '70 che per i suoi influssi sul mondo dell'architettura, del design e dell'arte contemporanea. Sue opere sono in numerose collezioni private e nelle collezioni permanenti di gallerie e istituzioni, tra cui quelle del Centre Pompidou di Parigi, del Frac Centre di Orléans e dell' archivio storico della Biennale di Venezia. Il suo lavoro è stato presentato in musei e istituzioni come la Biennale di Venezia, il Mori Museum di Tokyo, il PAC di Milano, il Barbican Center di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, la Secession di Vienna, la Biennale di Berlino. il Padiglione Italia all'Expo 2010 di Shangai.

BERNARDO GIORGI (Camerino, 1967)

Negli ultimi dieci anni Bernardo Giorgi ha sviluppato un articolato lavoro (Borders Project) sul concetto di confine territoriale e culturale, osservato e analizzato secondo una duplice prospettiva: da un lato una riflessione teorica derivata dall'attento studio di mappe geografiche raccolte nei suoi numerosi viaggi, dall'altro un confronto diretto con problematiche geopolitiche e l'identità dei luoghi visitati. I progetti in cui l'artista innesca un rapporto diretto con il territorio e la sua popolazione (Borders of Eden, 2004/2006 – Transiberiana, 2005) derivano dalla necessità di indagare la rete di relazioni invisibili e le strutture simboliche, condivise dagli abitanti dei luoghi di confine: contesti ambivalenti e complessi che possono essere compresi solo attraverso un'esperienza diretta. Per l'artista diviene pertanto necessario intraprendere in prima persona l'esperienza del viaggio; viaggiare non solo modifica la prospettiva d'osservazione, è sopratutto strumento d'indagine attraverso cui entrare in contatto con il vissuto dei territori, una vera e propria azione performativa capace di innescare partecipazione, avviare relazioni, e aprire vie di comunicazione.

Nel 1999 vince un borsa di studio presso il Kunstlerhaus Bethanien di Berlino. Tra il 2006-2007 prosegue la sua formazione artistica con una borsa di ricerca presso l'Internationals Atelier program di Istanbul. Cofondatore di varie piattaforme, tra le quali il gruppo Pemacultura a Siena e l'associazione non-profit Peninsula a Berlino

 

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