Incontro con Andrea Abati

on Martedì, 27 Marzo 2018 20:58

Giovedi 5 Aprile ore 10, aula A13

Andrea Abati, fotografo e fondatore di Dryphoto arte contemporanea, sarà ospite in Accademia per un incontro nell'ambito del corso di Fotografia del prof. Robert Pettena.

L'incontro, aperto a tutti gli studenti, si terrà giovedì 5 aprile alle ore 10 presso l'aula A13.

Andrea Abati vive e lavora a Prato. Inizia a fotografare alla fine degli anni '70. Fondatore di Dryphoto arte contemporanea, dagli anni Ottanta partecipa attivamente al dibattito culturale sulla fotografia organizzando mostre, seminari ed incontri con importanti fotografi italiani ed europei, con l'obiettivo di far conoscere la fotografia italiana di paesaggio. Dal 2008 si occupa anche di video. Rivolge la sua attenzione alle trasformazioni del paesaggio industriale e antropizzato, così come al mutamento del tessuto sociale in una realtà globalizzata e sempre più multiculturale. Abati utilizza la fotografia e il video come strumento di conoscenza e di relazione tra il sé e il mondo, con il fine anche di innescare pratiche artistiche nella sfera pubblica. Parallelamente la sua attenzione è rivolta particolarmente ai fatti e alle genti di un contesto attualmente in continuo movimento: Prato.

Nel 1986, per portare in evidenza la necessità di salvaguardare i fiumi compie ripetutamente un sopralluogo fotografico su tutto il corso dell'Arno, realizzando la serie di fotografie Attraverso i Villaggi. La pubblicazione avrà la prefazione di Luigi Ghirri, Dal 1988 inizia la sua serie più conosciuta, I Luoghi del Mutamento, immagini di grande formato dove racconta le trasformazioni in atto nell'architettura industriale di Prato con immagini di demolizioni. Foto simboliche, oniriche, talvolta acide nei colori. Nel corso degli anno riprende più volte questa serie. Negli anni seguenti, rivolgendosi a pubblici diversi e non necessariamente al mondo dell'arte, ha utilizzato la fotografia come strumento di analisi e riflessione sulla città e le sue contraddizioni, oltre che le sue trasformazioni, con un'attenzione particolare alle dinamiche sociali e agli ultimi .
Nel 1995 inizia un lavoro che compone la nuova geografia della città di Prato. In Viaggi di Emigranti viene chiesto ad un numero di migranti, appartenenti alle comunità straniere più numerose di Prato, di portare una serie di fotografie che li rappresenti. Ogni fotografia, composta unitamente ad una frase, estrapolata dalla conversazione intrattenuta con ciascuno di essi forma un insieme, un ritratto collettivo della nuova città. Nel 2004 realizza Identificazioni multiple: cartoline da Prato, una serie di cartoline di quella parte della città dove l'arrivo consistente di nuovi cittadini di origine cinese ha prodotto cambiamenti evidenti. Nel 2003 è co-fondatore del gruppo Renshi.org che produce nel 2005 Prato China Guide. Nel 2005 su incarico della Galleria San Fedele di Milano per il progetto Il Paesaggio Tradito, creando una serie di immagini, testi e interviste, per raccontare anche il punto di vista degli abitanti dei luoghi attraversati dai disastri paesaggistici ed idro-geologici causati in Mugello nella costruzione della TAV. Nel 2007 per il Fondo Storie immaginate in luoghi reali, con incarico del Museo di Fotografia Contemporanea di Milano, produce Bienno – I luoghi della Grande Guerra, ricostruendo episodi della storia del luogo attraverso immagini e testimonianze orali. Sempre nel 2007 per Atlante Italiano. Rischio paesaggio, un progetto del DARC e MAXXI di Roma riceve l'incarico di interpretare le criticità del paesaggio nel centro-sud della Toscana. Nel 2008 riprende una riflessione iniziata nel 1982 sul fotoromanzo, ma mentre allora ne analizzava gli aspetti socioculturali, ora si interessa principalmente alle capacità espressive del mezzo sfruttandone tutte le sue caratteristiche tradizionali sia nei contenuti che nell'immagine, realizzando laboratori in collaborazione con il Dipartimento Salute Mentale della Asl Prato. Nel 2013 realizza Giardino Melampo un vero e proprio giardino costruito al posto di una piccola discarica abusiva. Nel 2013/2014 realizza Riscatti, un lavoro collettivo sviluppato all'interno della Casa Circondariale di Prato La Dogaia, Nel 2014 e 2015 partecipa al progetto Piazza dell'Immaginario, a cura di Alba Braza. Un progetto che parla della necessità di migliorare un quartiere della città di Prato dove in una piccola superficie è condensata un'ampia diversità di culture, di ambienti socio economici, interessi e necessità, e abitato prevalentemente da nuovi cittadini di origine cinese. La sua opera viene collocata su una parete dipinta completamente di rosso, diventa il simbolo della possibilità di creare una città convivenziale.