Rogai Stefano

 Prof. Stefano Rogai     

 

e-mailrogai.stefano@tiscali.it

tel: 3290967684

link: www.gheoart.org - preziosità sussurate”

qualifica: docente di II fascia

 

corsi 2013-2014:

 

corsi 2014-2015:

 

corsi 2013-2014:

 

corsi 2012-2013:

 

corsi 2011-2012:

 

PROFILO BIOGRAFICO

Stefano Rogai, nato a Firenze il 6 Agosto 1949, dove vive e lavora.
Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1972, in Pittura con Primo Conti, Fernando Farulli e Vinicio Berti.
Dal 1986 insegna Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, (dal 1989 al 1992 all’Accademia di Belle Arti di Napoli).
Realizza mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero.
La carriera artistica di Stefano Rogai è lineare e chiara come le sue opere, nasce e si sviluppa a senso unico, verso la pittura, fin dall’infanzia sogna di fare il disegnatore, poi il professore di disegno, si lascia affascinare dai paesaggi toscani viaggiando in macchina verso il mare con i genitori, butta giù degli schizzi che poi rielabora, con calma.
La bottega di artigiano restauratore del padre lo introduce nella tecnica nel lavoro manuale, intanto frequenta l’Istituto d’arte di Firenze e si cimenta nella pittura murale, studia la storia dell’arte e la poesia, Dante in particolare.
Si iscrive all’accademia e comincia dipingere, a fare mostre, il suo stile è già delineato e rimane puro impermeabile alle correnti del momento, alle mode, ma il suo lavoro si affina col tempo, si perfeziona cogliendo spunti dai maestri dell’astrattismo classico, i colori, il cromatismo, la liricità.
Dopo un periodo di sporadiche lezioni come professore di educazione artistica, il suo cammino è già tracciato, entra all’Accademia dove ancora oggi insegna pittura.
“Basta guardarsi intorno, l’equilibrio dei palazzi di Firenze, l’architettura della sacrestia vecchia di San Lorenzo, la simmetricità dell’Ospedale degli Innocenti, le terzine dantesche, ti entrano dentro, e imprimono il tuo inconscio, quando li ritrovi anche nell’astrattismo dei tuoi quadri non ti sorprendono.”
La sua poetica è “lavoro, lavoro, lavoro, il mio intento è creare cose semplici e universali, non credo nei concetti difficili, astrusi, mi avvicino alla gente, offro un’apertura, uno spazio libero, in mezzo al caos che ci circonda”.