GINO SABATINI ODOARDI: WORKSHOP A BOCCAPERTA

on Martedì, 21 Aprile 2015 17:34

Dal 28 al 29 aprile - orario 10-18 - l'artista presenta un Seminario-Laboratorio dal titolo "A boccaperta" riservato agli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Firenze.

"A boccaperta" è un titolo che suggerisce un'idea di sorpresa positiva o negativa, l'allusione ad uno stato di fatto di imbambolamento generalizzato, atteggiamento costante ed inconsapevole che assumiamo nell'assorbire qualunque informazione in piena coscienza o incoscienza, in uno stato di meraviglia o stupore.

Il Seminario-laboratorio prende spunto dal romanzo/sceneggiatura di Carmelo Bene sulla vita del "frate asino" Giuseppe Desa da Copertino. In quest'opera "quell'idiota" come lo chiama Carmelo, mettendo in gioco se stesso, riesce a mettere in crisi la Società, il Potere e il Pensiero sconvolgendone le regole, senza scriverne alcuna e testimoniandole nella sua vita. La biografia (tra il leggendario e l'immaginario) diventa pretesto e respiro per diversi livelli di letture contemporanee.

I partecipanti al workshop sono chiamati a interpretare il testo secondo la loro cultura, la loro sensibilità e la loro interiorità, facendo uso delle più svariate tecniche artistiche, dall'installazione al video, dalla pittura alla scultura, mediante l'uso di un supporto che sarà uguale per tutti.

L'incontro con Gino Sabatini Odoardi partirà dal racconto della sua ricerca espressiva che conduce a uno degli elementi simboli del suo lavoro: il bicchiere.

Il bicchiere, primo e indicativo tra gli emblemi da molto tempo impiegato dall'artista come rimando a una cosa qualsiasi che possa far spostare l'attenzione da una falsa percezione, quella del significato dell'oggetto appunto, al contenuto intrinseco dell'opera.

"L'artista mette l'intero mondo in un bicchiere. Qualcosa da bere, di cui avere rispetto, un vino buono o infido, inchiostro da sorbire senza timidezze, materie prime di un intelletto prioritario, cui Gino Sabatini Odoardi dà molto ascolto o, semplicemente, gli è fedele", come ha scritto Fabio Mauri.

Afferma l'artista: "La mia debolezza - sin da quando ero bambino - è caduta sul pavimento di vetro di quel comune bicchiere da cantina per delle ragioni che riflettono un sociale più vicino al mio modo di sentire la vita. A questo enigmatico oggetto ho delegato gran parte di tutte le mie inquietudini. Questo spazio trasparente, apparentemente svuotato oltre ad avere una forma, ne conserva un'altra: il vuoto. Tale vuoto ha la proprietà di ospitare sempre nuove condizioni, ed è a questo luogo sinuoso ed elegante che ho dato in custodia vino, latte, gesso cristallizzato, grafite, cartine oceanografiche, inchiostro e quant'altro. Una sorta di pagina trasparente dove vomitare il mondo senza mai trascurarne la funzione. Lo considero il perimetro svizzero dell'anti-tutto. E' lo spazio - partigiano - povero entro cui poter convivere senza dogmi, significante vuoto della resistenza".

A cura di Anna Maiorano, docente di Decorazione all'Accademia di Belle Arti di Firenze.

Nato a Pescara nel 1968, Gino Sabatini Odoardi è conosciuto per la sua ricerca artistica grazie ad un procedimento materico la termoformatura in polistirene, che lo rende un artista unico nel panorama italiano ed internazionale. Artista poliedrico, ma con solidi riferimenti all'arte concettuale, ha al suo attivo un nutrito curriculum di mostre importanti, personali e collettive. Le sue opere sono conservate in musei pubblici e collezioni private.

Tra i vari premi: nel 1999 ha ricevuto da Alfred Pacquement (Centre George Pompidou) "Le prix des Jeunes Createurs" all'Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi. Nel 2010 è uscito il suo grande volume monografico a cura di Francesco Poli e Massimo Carboni nelle ed. Logos. Nel 2011 è stato invitato alla 54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia (Arsenale).

Dal 2013 è rappresentato dalla galleria Gowen Contemporary di Ginevra.

Per informazioni: Prof.ssa Anna Maiorano
annamaiorano@teletu.it

Letto 3226 volte Ultima modifica il Venerdì, 01 Maggio 2015 09:37