Arte e disagio nelle opere di Munch, Fontana e Manzoni

on Venerdì, 03 Giugno 2016 16:34

L'incontro mercoledì 8 Giugno dalle 11.00 alle 12.30 in Aula Ghiberti

Qual è la relazione tra arte e disagio? quando gli artisti hanno iniziato a indagarne le cause e rappresentarne i tratti distintivi? Questi ed altri interrogativi sono all'origine del'incontro "L'Arte del disagio", curato dalla professoressa Malia Finocchiaro

"Il disagio non ha preso forma subito nella rappresentazione artistica visiva - precisa la professoressa Finocchiaro - ma si è incrementato gradualmente, con il passare del tempo. Oggi più che mai il disagio è espresso, urlato, gridato. Viviamo in un palcoscenico del disagio! L'estrinsecazione del disagio è legato all’espressione dei moti dell'animo che, quando si manifesta nel segno, diventa in primis espressione dell'interiorità e in alcuni casi esternazione dello stato d'animo".

Così mentre l'arte antica non contemplava la raffigurazione degli stati emotivi, con Giotto inizia l'espressione dell'interiorità nell'arte visiva in maniera più sistematica. Da lui in poi comincia la propagazione ed espansione della manifestazione emotiva e fisiologica seguita dagli approfondimenti di fisiognomica fino a giungere all'Urlo di Edvard Munch, che interpreta il disagio umano nella sua forma più espressiva con un codice visivo estremamente efficace.

"Dopo oltre cinquanta anni dall'Urlo - spiega la professoressa Finocchiaro - Lucio Fontana e Piero Manzoni si fanno interpreti del disagio esitenziale".

L'incontro proporrà un’analisi condotta attraverso i significati palesi e reconditi dell’arte in opere uniche che segnano il percorso d’interpretazione delle cause primarie del disagio. Gli elementi carichi di indizi vengono decifrati alla luce di una esegesi simbolica che invoca la via della soluzione esistenziale.

 

Letto 1082 volte Ultima modifica il Giovedì, 09 Giugno 2016 10:27