--------------------

Le vie della forma, proclamati a Vicchio i vincitori della prima edizione

on Monday, 12 July 2021 15:08

 Vincitori Vie della FormaCon 100% italiano, Paesaggio in blu I e Connessioni Stefano BellanovaElisa Manai ed Elisa Pietracito si aggiudicano la prima edizione di Le vie della forma, progetto di arte contemporanea promosso dalla Consulta degli Studenti dell'Accademia, in collaborazione con il Comune di Vicchio e l'Associazione dalle terre di Giotto e dell’Angelico. La cerimonia di premiazione si è tenuta lo scorso sabato 10 luglio alla presenza del sindaco di Vicchio Filippo Carlà Campa, del Direttore dell'Accademia, Claudio Rocca, dei curatori Cristian Biasci e Giandomenico Semeraro. I vincitori sono stati selezionati da una giuria composta da Valentina Gensini, Martino Margheri e Antonio Natali fra le opere di quarantadue finalisti, esposte in tre luoghi simbolo della città di Giotto dal 22 maggio al 10 luglio scorsi. Centoventi, invece, sono state le candidature pervenute entro la fine di marzo, da parte degli iscritti al Dipartimento di Arti Visive, ottenute tramite bando. Le opere vincitrici entreranno a far parte della collezione permanente di arte contemporanea del Comune di Vicchio, ma guardiamole nel dettaglio:

100x100italiano

100% italiano è il progetto di affissione pubblica di Stefano Bellanova, studente del biennio di Nuovi linguaggi espressivi. Per realizzare quest'opera l'autore ha scandagliato i social network per più di un anno, riportando in superficie frasi d'odio principalmente a sfondo razzista e omofobo. Questi simboli dell'hate speech nostrano, vergati molto spesso sotto la copertura dell'anonimato della rete, sono stati stampati su manifesti 70x100 ed esposti nella Piazzetta Dante di Vicchio. Di giorno opere grafiche innocue, di notte, grazie all'impiego di inchiostri fotosensibili e pellicole luminescenti, specchio di un dibattito che inquina le piazze virtuali dei social. La grafica accattivante, poi, ha contribuito a creare un contrasto fra l'elemento visivo e il concetto espresso. L'opera, che è stata anche presa di mira e vandalizzata nei giorni scorsi, "prende una posizione precisa, anche sul valore politico dell’arte - scrive Martino Margheri nelle motivazioni che hanno portato la giuria a selezionare l'opera - dobbiamo fare attenzione all’inganno dalle parole urlate e ben confezionate. Se vogliamo cambiare dobbiamo osservare la realtà con uno sguardo critico e investire tempo per scendere in profondità; tutto questo richiede impegno e le nuove generazioni (anche di artisti) dimostrano che sono pronte a farlo".

Paesaggio in bluPaesaggi immaginari, vaghi e dall’ispirazione libera. Profili irregolari e luci appena sufficienti per dare forma leggibile alle cose. Allontanandosi dal segno, la luce, il colore e la profondità suggeriscono allo sguardo sintomi di una visione impalpabile. È Paesaggio in blu I opera di Elisa Manai, studentessa del biennio di Metodologie della Pittura, che Antonio Natali, storico dell'arte ed ex direttore della Galleria degli Uffizi, descrive così: "La natura è ritratta col piglio sicuro di chi, pur giovane, è già dotata d’una sua poetica lirica e possiede gli strumenti per piegare alla sua indole i soggetti che sceglie. L’aderenza alla realtà è sottomessa a un’ottica personale e originale, che trasfigura il dato reale in un’epifania velata e sospesa. L’artista si muove nell’alveo della tradizione, ma l’indagine che vi svolge attesta la maturità d’uno spirito indipendente, vòlto a cogliere nell’espressioni del tempo trascorso solo quanto avverta in sintonia col suo tragitto linguistico. Questa visione di boschi e alberi, per esempio, è rarefatta e soffusa come avrebbe potuto figurarsela Fernand Khnopff, ma si tratta soltanto d’una di quelle assonanze formali che per solito attestano una ricerca meditata e nel contempo però spregiudicata nei percorsi della storia".

Connessioni Pietracito

La luce, tema di questa prima edizione di Le Vie della forma, attraversa letteralmente Connessioni, opera di Elisa Pietracito, studentessa del biennio di Nuovi Linguaggi Espressivi: un arazzo di foglie di tiglio tenute insieme da un'esile cucitura che ne esalta il valore simbolico, quello dei legami sociali. Spiega Valentina Gensini nelle motivazioni che hanno portato la commissione giudicatrice a scegliere l'opera e a collocarla fra i vincitori: "La seta utilizzata, filo nobile e naturale, crea evidenti e spesse venature trasparenti, che aumentano il valore dell’opera proprio come l’oro nella sapiente pratica giapponese del kintsugi, in cui una venatura dorata ripara ceramiche rotte rendendole ancor più preziose e aggiungendo così un nuovo valore artistico ed estetico. Il rapporto dell’uomo con la natura, sembra suggerire Elisa Pietracito, può riconciliarsi e ritrovare vie più sagge e rispettose, di profondo intendimento e rispetto, come questo raffinato lavoro dimostra. Le ricuciture non sono cicatrici ma una colta e delicata risposta ad una osservazione attenta e sensibile delle forme naturali, che con esse intreccia colti ed abili intendimenti".

Le vie della forma tornerà il prossimo anno con nuove sfide. La prima edizione del progetto ha potuto contare anche sul contributo degli studenti di Design, Progettazione allestimenti spazi espositivi, Didattica per i musei, Curatela Artistica, Illustrazione e Grafica, ciascuno dei quali ha curato un aspetto specifico della manifestazione: dall'allestimento alla comunicazione. La mostra, invece, si è svolta con il contributo di Fondazione CR Firenze e con il patrocino di di Regione Toscana e Città Metropolitana di Firenze.